Le Terre Arnolfe Non vi sono documenti per stabile chi fosse quest'Arnolfo, ne' gli esatti confini di tale Castaldato. Le versioni contrastanti sono due: a) Tali terre, secondo una tradizione orale del secolo XIV, sarebbero state assegnate dal Duca di Spoleto al figlio cadetto Arnolfo; b) Secondo invece altre fonti piu' attendibili l'imperatore Ottone I, nell'anno 962, concesse tutto il Castaldato di San Gemini ad un certo Arnolfo, uno dei suoi consiglieri, con il titolo di conte e di Vicario imperiale. Tutte le vicende storiche insediative anteriori all'anno 1000 non possono essere storicamente documentate per la scomparsa di molti documenti, tra cui il diploma di infeudazione rilasciato dall'imperatore Ottone I.
Nel 1093 le Terre Arnolfe passarono alla chiesa e molti furono gli avvenimenti di tali terre per i continui contrasti tra Papato e Impero. Nel secolo XIV furono raggruppate in cinque castellati: Cesi, Portaria, Macerino, Castiglione, Firenzuola. Il 23 settembre del 1591 dato che il pontefice Giulio III mostrava di essere favorevole, i comuni generali proposero l'acquisto da parte di Terni delle Terre Arnolfe, in seguito alle continue premure e raccomandazioni di Michele Angelo Spada, cittadino ternano, cameriere segreto si Sua Santita'. Fu dato ampio e solenne mandato allo Spada e a Galeno Mazzancolli per trattare l'acquisto di quelle Terre nelle quali erano compresi i Castelli e le Ville di Macerino, a Porzano, Firenzuola, Scoppio, Colleciterna, Appecano, Acquapalombo, Poggio e altri luoghi circostanti.
Alcune di queste terre, oggi fanno parte della nostra circoscrizione Valdiserra. Nel Libero Memorie Historiche della terra di Cesi, l'autore Monsignor Felice Conterori, sostenne che Cesi era al centro delle Terre Arnolfe. Le Terre Arnolfe sono molte ville, castelli, e terre poste tra il fiume e la citta' di Spoleto. Sempre secondo il Contelori, i confini delle Terre Arnolfe, patrimonio della Chiesa romana, furono riconosciuti da Bernardo Provenzan, Castellano della rocca per ordine di Gregorio XI il 26 Agosto dell'anno 1373, come risulta dall'istrumento rogato da Marc'Antonio Martano, figlio di Ottaviano da Fogliano Notaro Giudice. .
La Valserra La Valserra e' una delle valli piu' suggestive sotto l'aspetto storico, geografico e naturalistico. Il suo territorio e' costituito da un brevissimo tratto di pianura, di colline amene, da monti accessibili e coperti da una folta flora mediterranea. Ricca di storia, in posizione geografica importante, interessante per i suoi paesini arroccati, ha orizzonti mutevoli, angoli sconosciuti e sorgenti di ottime acque.
La flora collinare e' costituita da vigneti ed oliveti; quella montana da boschi di pini che crescono in simbiosi con querce, ginepri, lecci, ornelli e corbezzoli; i pini sono di una specie particolare che vive e cresce solo nella nostra zona. Ampie le zone a castagneti. Abbondano le erbe aromatiche: mentuccia, serpollo, spigo, timo, salvia, peperino, maggiorana, menta romana, origano, finocchio selvatico, pimpinella, saprusella, rosmarino, erba di San Paolo (chiamata erba della Madonna).
La catena dei monti che si estende da Rocca San Zenone, Toano, Piedimonte, sino a Cesi, protegge tutta la zona dai venti del Nord. Percio' da Toano a Cesi il clima e' mite: poche sono le giornate di freddo intenso, per cui vi nascono bene piante originarie dei paesi caldi, come il nespolo giapponese, il melograno, il limone in vaso o anche in terra, purche' esposti in un angolo a sud-ovest.
La zona di Giuncano e paesi limitrofi e' invece piu' fredda ma e' ricca di boschi, per cui e' facilitato l'allevamento di bestiame allo stato brado, le cime montane piu' alte sono: Torre Maggiore (m 1120), Pizzo di Appecano (m 1056), Monte Torricella (m1054), Pizzo d'Aiano (m 1032), Monte la Croce (m 927).
Le fonti di acqua sorgive conosciute da secoli sono:
- La Fontana della Amandola (oggi chiamata della Mandorla), che nel 1777 il Marchese Sacripanti invano pretese che fosse riconosciuta di sua assoluta proprieta';
- La Fontana di San Sebastiano, in localita' Toano, che da acqua diuretica, efficace contro la calcolosi;
- La Fontana dei Baci, meta di giovani coppie che si trova all'inizio della strada di Acquapalombo;
- La Fonte della Cargara, tra Colle Cipollaro e Monte Acetella.
Le acque di dette fonti sono a temperatura costante, quindi calde d'inverno e fresche d'estate; bevute a digiuno per lungo periodo facilitano l'espulsione dei calcoli.
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La Locanda del Poggio
di Chillo Carmelo
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