Presepe vivente di Porzano


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Tutti gli anni le seguenti date:

24-12 alle 22:00 ___ 26-12 alle 17:00 ___ 1-01 alle 17:00 ___ 6-01 alle 17:00.

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capanna.jpg Nel paese di Porzano, in ValSerra valle che conta poco più di 300 abitanti, il Presepe Vivente è divenuto ormai una delle più attese manifestazioni natalizie a sfondo religioso e culturale. Nel tempo ha ottenuto un successo di pubblico sempre crescente, arrivando a contare oltre 3.000 visitatori per edizione. Allestito fra le case di Porzano, il Presepe Vivente (prima edizione Natale 1982) ha un calendario abbastanza fitto di rappresentazioni nel periodo delle festività natalizie. La manifestazione, finanziata solo in parte dalla Proloco ValSerra, è frutto di un intenso lavoro di volontari che già dal mese di ottobre prestano gratuitamente la propria opera per la costruzione del villaggio e la preparazione dei costumi.
La tradizionale manifestazione paesana ha il pregio di riunire e coinvolgere circa 100 persone tra anziani, giovani e bambini, facendole lavorare insieme e presentandosi dunque come espressione di solidarietà, al di là dell’emozione religiosa e del romanticismo. Lontani dai bagliori delle decorazioni natalizie, la tenue luce delle fiaccole conferisce ai vicoletti ed antichi edifici quella magica semplicità per cui è impossibile non sentirsi tutti più buoni.
Gli oltre cento figuranti, animando una quarantina di scene, fanno rivivere scorci di vita quotidiana riproposta, in questa piccola Betlemme nostrana. Come per magia il passato rivive con il suo caratteristico paesaggio, il suo folklore e le sue tradizioni, riprendono vita quegli antichi mestieri quasi dimenticati: ecco il mulinaro, che trasforma i chicchi di grano farina facendo girare la mola, il fabbro che batte il martello sulla sonante incudine, il ciabattino ed il canestraio che ripetono gli antichi gesti, le donne che impastano il pane per le povere mense, la classica famiglia contadina, stretta intorno al focolare e poi ancora il falegname, lo scalpellino, l’arrotino…

Ci sono le donne che lavorano al telaio, si trova il lattaio che prepara formaggio e ricotta, il calzolaio, giovani filatrici che cardano la lana, la vita pullula nell’allegria di un’osteria, con tutto il loro sapore di antichità. Caratteristici sono poi i soldati romani che indossano armature di straordinaria fedeltà storica. Ogni cosa sembra essersi fermata e ci si sente parte di un mondo contadino.
Il belare delle pecore annuncia l’arrivo alla grotta, dove si vive nella pienezza l’essenza e lo spirito del Natale. L’asino ed il bue riscaldano il Bambino, Maria e Giuseppe; piccoli pastorelli adorano il Salvatore portando in dono pecorelle, conigli, ecc. Alla fine del caratteristico percorso è d’obbligo l’assaggio delle caratteristiche frittelle e di altri spuntini della nostra zona.

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